VASCO

Faccio uno strappo alla regola e inserisco questa mia nuova news dai connotati particolari, rimbalzando un post già pubblicato altrove, un post dedicato a un lettore che tanto mi ha colpito, per l’affetto, la stima e la riconoscenza che ha dimostrato nei miei riguardi. Glielo devo, non foss’altro per la gratificazione e il senso che ha dato a ciò che nel tempo ho fatto, legittimando un lavoro che sì è divertente e gratificante, ma vive soprattutto di queste cose, la condivisione, l’entusiasmo e la gioia che in certi casi, non sempre, riesce a dare.

L’ho già messo su Facebook e a riscontrato un buon successo, segno evidente che certi sentimenti sono comuni, ma sapendo che Vasco non frequenta i social, mentre so che sporadicamente bazzica questo mio spazio, credo gli farà piacere sapere (ma soprattutto scoprire quando ci verrà) che ho condiviso con molti miei followers, e spero non me ne vorrà per la pubblicità che gli ho fatto, questa esperienza che lo include.

Quadro NN_StC

Il testo è qua sotto:

“Non c’è molto da stare allegri in questo periodo, le chiusure e le privazioni ammantano di grigio questo anno che ricorderemmo a futura memoria, ed è per questo che ogni leggera emozione, anche solo per distrarci dalla quotidiana ripetizione di numeri e percentuali, diventa importante per regalarci una gioia, un sorriso, un cambiamento dal grigiore quotidiano.
Mi ha scritto l’altro giorno “Vasco” come il mio amato zio (lo chiamerò solo per nome per un legittimo diritto alla privacy, visto che non è neanche presente sui social), un ragazzo anzi, un giovane uomo (è padre), che conobbi al festival di Blois l’anno scorso.
Un appassionato come tanti, un giovane italiano che come molti ha trovato all’estero la possibilità di legittimare la propria ambizione lavorativa, e che si fermò allo stand per una dedica e al tempo stesso scoprire che davanti a sé aveva il disegnatore del personaggio che in giovane età lo aveva tanto appassionato, e che tra l’altro aveva disegnato quella che per lui è stata la storia che lo aveva letteralmente folgorato: “Gli occhi di uno sconosciuto” (scritta da Medda) del personaggio Nathan Never, appunto.
Il momento è stato molto bello anche se breve, era durante la pausa e fortunatamente abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere prima che riprendesse il flusso incessante dei lettori in cerca di dediche, ma è stato veramente molto intenso.
Noi autori abbiamo le nostre più grandi soddisfazioni ogni volta che percepiamo la gioia che abbiamo trasmesso con il nostro lavoro, inutile negarlo, quella è la nostra massima ambizione, e vedere negli occhi di quel giovane uomo tanta gioia e tanta incredulità nell’avere incontrato chi gli aveva regalato le emozioni della gioventù, che sono quelle più nitide, le più pure e che segnano per sempre, è stato incomparabile.
Vasco in quel momento era tornato ragazzo, glielo si leggeva negli occhi lucidi di chi ha riscoperto quello che sembrava sopito, raccontava con passione ciò che avevano significato per lui quelle pagine, quei dialoghi, quelle soluzioni grafiche, a lui che alla fine era diventato invece un musicista.
Non se ne sarebbe più andato, sarebbe stato lì tutto il giorno a parlare con me, perché capire chi era l’artefice di tanta gioia era di per sé la gioia stessa.
Mi ha chiesto se vendevo le tavole di quella storia, ed io reticente gli ho detto che essendo una delle più amate, non ne avevo ancora venduta nessuna e difficilmente lo avrei fatto, ma lui ha voluto avere il mio indirizzo per tenerci in contatto e mi ha invitato a casa sua, nel caso in futuro fossi tornato a Blois, lui che abita a St. Pierre des Corps, nelle vicinanze.
Poi il festival è dovuto andare avanti e ci siamo salutati.
Mi ha scritto qualche tempo dopo, in un modo che ha sgretolato i miei propositi, tanto è stato convincente e persuasivo, e gli ho venduto le due tavole iniziali.
Del resto chi meglio di lui le avrebbe apprezzate?
E’ passato quasi un anno e mi ha ricontattato una decina di giorni fa, scrivendomi un’appassionata email e inviandomi le foto della cornice, spiegandomi i motivi della scelta del passpartout e del vetro anti-raggi UVA, e ragguagliandomi nel punto dell’appartamento dove l’aveva appeso, e cioè in mezzo alla sala, il punto più importante.
Di una tenerezza incredibile.
Mi ha confessato che ogni momento del giorno che ci passa davanti riesce a rivivere quelle emozioni, e quale regalo più bello potrebbe mai farmi il mio lavoro?”

Dettaglio_2 Dettaglio_1

Le foto che trovate qua sopra pubblicate, sono il quadro e i dettagli dell’incorniciatura delle due tavole che Vasco ha voluto inviarmi per fari capire con che cura, attenzione  e quanto amore ha scelto il tutto per meglio valorizzarle.
Non credo di essere melenso se riconosco che tanta dedizione fa veramente bene al cuore, e commuove al tempo stesso.
Grazie, amico.

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